To being human

Intingiamo umanità

nella notte piena,

dita, amore, insieme.

Unità indissolubile di

sangue, lacrime, spina dorsale.

Spinti oltre, difficile tornare

ad un primitivo stato originale.

85%

Interno sera.

Le tue “vere Easter eggs”!

Amore, mentre tu sei ancora in volo… io mi sono preparata per la notte. Viso, denti, crema, pigiama. Saluto G. e mi metto a letto. Accendo un po’ di musica, “Bizzarre love triangle” dei New Order. Scambio qualche messaggio su whatsapp con alcuni miei amici. Poi mi sdraio. Infilo la mano sotto il cuscino e trovo una tavoletta di cioccolato con un biglietto attaccato sopra! “Amore mio, questa è per te! Cioccolato 85% con fave di cacao tritate. È diversa dalla marca che mangi di solito. È prodotta in Sabina, cioccolato a km O. Assaggiala e pensami, amore mio! Sono lì con te, sempre!”

Stringo la tavoletta vicino al cuore.

Sento le lacrime venire giù.

Scarto il cioccolato, ne stacco un quadratino, lo metto in bocca. Il cacao aromatico si scioglie piano. Le fave di cacao donano una piacevolissima consistenza all’insieme. Lo assaporo lentamente. Sa di te. Di me. Si dissolve e mi accompagna verso il sonno. Prima di lasciarmi completamente andare, un ultimo pensiero verso di te. Tu sei qui, vicino a me!

Facce…

Interno pomeriggio.

Roma, grigio. Le ultime ora di questa Pasqua 2019.

Le note di “Can’t go on without you” di Kaleo, riempiono lo spazio attorno a me. Una tazza di tè Assam fumante, addolcita da una goccia di latte scremato, solletica il mio palato.

Tu sei in volo verso quella che, ormai, fatichi a chiamare casa. Io ti scrivo.

– Amore mio, qui c’è la tua finestra. Tenda aperta sugli alberi. Un pino marittimo, un cedro del Libano. Una magnolia. Qui c’è il tuo panorama, i tetti di Roma. La “nostra”. In alto, collina. Salite e discese del cuore. Il mio ma anche il tuo.

Tu che “hai fatto una figlia mezza europea” ormai stai diventando sempre più italiano. Io… non so. Ieri è successa una cosa “strana”, su cui abbiamo riso per tutto il  pomeriggio ma che, forse, racconta di me in questo momento più di quello che possiamo immaginare.

Eravamo alla fermata dell’autobus in Corso Vittorio Emanuele, dopo aver pranzato fuori,  mi ferma una signora con marito e figlio ed inizia a chiedermi delle informazioni in inglese. Io le rispondo… ad un certo punto mi giro verso F. che era con noi e gli dico qualcosa in italiano. La signora mi guarda stupita… ed esclama “Ah!  Ma è italiana? Sembrava Americana!”

Io mi giro verso di te e vedo che te la ridi. F. sghignazza piano…

Quando ci allontaniamo, tu mi abbracci e mi dici “Lo vedi , amoRe è destino! Hai la faccia “americana”, qualunque cosa significhi!” E mi baci!

… È successo sempre che non mi scambiassero per un’italiana, soprattutto all’estero, ma è la prima volta che qualcuno mi dicesse che “sembro proprio un’americana”!

Amore mio, a forza di stare insieme, stiamo finendo con l’assomigliarci… e questa cosa mi piace un sacco!

Ti amo, da morire! –

C.