Ergo sum

Ho la febbre, infezioni di vario genere che mi stanno devastando. Ogni giorno gioco al salto ad ostacoli. Sono debole, ostaggio di malattie autoimmuni senza cure reali che si divertono a rendere il mio corpo, a volte, cervello compreso: una poltiglia! Eppure sono forte, una roccia.

Sono allegra ed incazzata. Sono viva ed estremamente felice di esserlo.

Passo dalla medicina allopatica, integratori inclusi, alla fitoterapia all’omeopatia, svariate volte al giorno moltiplicate per tutti i mesi da moltissimi anni.

Accetto terapie nuove ma sono critica, voglio sapere, capire, partecipare attivamente alla costruzione della mia aspettativa di vita.

Se reputo che ne valga la pena e mi hanno fatto incazzare, per negligenza o altro, prendo carta e penna e scrivo al medico che in quel momento mi ha in cura. Argomento, spiego le mie motivazioni, le mie paure, le mie fragilità ma anche i miei punti di forza. Lo faccio per me e per quelli che dopo di me si troveranno a percorrere quella stessa strada perché ci siano riflessioni ed eventuali cambi di rotta, quantomeno dal punto di vista umano.

Sono una persona curiosa, sempre pronta a voler capire, affamata di vita, e questo mi rende, a volte, una paziente difficile ma sono pronta a lottare ogni giorno per restare qui il più a lungo possibile e quasi sempre col sorriso sulla bocca.

C.M.

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Not bad!

Mi stupisco di me stessa, di alcuni meccanismi mentali che rispondono semplicemente alla voglia di pace e tranquillità, di come qualunque sovrastruttura culturale cada di fronte all’istinto e all’emotività.

Gli odori, sempre loro. La parte del leone nella mia interpretazione del reale. La mia interfaccia più diretta, il mio modo più “vero” di affermare la mia esistenza.

Potrebbe essere un “profumino banale” quello di cui sto scrivendo, uno “pseudo-adolescenziale”, eppure mi è rimasto addosso con una forza tutt’altro che acerba. Si è incollato sulla mia pelle fino ad arrivare giù al centro delle emozioni. Si è fatto notare, ricordare fin oltre la sua persistenza. Un sillage limitato, rafforzato da un uso leggermente sovradimensionato, ad un passo dal diventare mal di testa.

Una composizione “modesta”: limone, bergamotto nelle note di testa, una vaniglia che subito sulla mia pelle si fa prepotente, la mora che arriva maestosa, un odore che in natura si percepisce appena, qui si svela sfacciato e zuccherino, sul fondo il muschio e il legno di cashmere giocano sulle note di una sottile sensualità.

Ho usato solo alcune fiale di questo profumo, “Vanille Blackberry” di Comptoir sud pacifique, ma non riesco a dimenticarmene. Mi è piaciuto talmente tanto che vorrei comprarlo per indossarlo in questi giorni, perché è proprio in settembre che, secondo me, questa fragranza sprigiona il meglio di sé. Avevo provato ad usarlo in luglio e l’avevo detestato, fino a relegarlo nel fondo del cassetto. Ho ritentato in questi giorni ed è stato coupe de foudre. È come una passeggiata all’aperto in una tiepida giornata di fine estate.

Caffè

Caffè, caffeina, ciò che ti sveglia la mattina.

Appiccichi due pensieri al cucchiaino.

Mescoli con vigore zucchero e saliva.

Butti giù ogni rancore marrone di caffè, bianco di zucchero.

Caffè, caffeina ciò che ti sveglia ogni… mattina!