Ho bisogno di scriverti per capire cosa sta succedendo a me stessa, ora che sono chiusa qui dentro.
L’odore del cloro e degli escrementi piantato nelle narici. L’umido delle pareti sulla pelle come una crosta andata a male di una ferita che non riesce a rimarginarsi.
Vivo il terrore della violenza sul mio corpo. Dormo con le grida nelle orecchie. Urla di persone straniere di cui non comprendo la lingua.
Non so se esista l’inferno.
Dante è stato padre della nostra lingua e cantore delle nostre paure ancestrali, ma questa stanza buia è molto simile a come un essere umano possa immaginare l’inferno e nessuna metafora potrebbe salvarmi da questa realtà.
Salvami tu che sei fuori rendendo libere queste parole!

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