imagePoi senti il desiderio di andare lontano.
Tornare a passeggiare tra gli aironi che riposano lungo i canali, tra anatre e nonne coi passeggini nei freddi mattini invernali.
È sentirsi a casa. Immune da ogni malattia perché carica di felicità. Sapore di dolci frittelle alle mele sulla punta delle dita e nel cuore.
Amo quei paesaggi. Case alte, sbilenche, colorate. Case che sembrano disegnate da mano bambine. Tetti e finestre vivaci che sfidano la gravità.
Adoro scoprire angoli inconsueti, mercati in cui perdermi tra cianfrusaglie e pezzi di preziose antichità.
Mi sento nuova quando macino chilometri accompagnata dal vento gelido e da solide promesse di gioiosa vivacità.
La mattina cammino spedita e la sera quando torno a casa con i sacchetti della spesa, sono stanca ma piena d’energia.
Giornate come fili che intrecciati tessono storie fatte di meraviglia e riflessioni nuove che si stagliano nel panorama della mia vita come squillanti figurine blu elettrico.
È un paesaggio d’acqua, di scorci ritrovati dietro brume profumate di ricordi, che mi accoglie tra le sue braccia e mi fa sentire al sicuro come nei miei giorni nuovi di quando mi ero appena affacciata alla realtà.
È una promessa muta. Quella che ci fa vivere donandoci l’oblio della nostra caducità.

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