CappelliPasseggiando per strade sconosciute, in angoli nascosti da palazzi scuri e severi, mi sono imbattuta in una piccola vetrina. Sera di maggio che di primavera ha ben poco, un vento dispettoso e freddo che invitava a tirar dritto fino al primo bar disponibile, per trovare conforto in una bevanda bollente. Eppure qualcosa mi ha spinta a fermarmi. Cappelli colorati, dalle forge quasi antiche o a voler essere clementi: senza tempo.

Io che di cappelli non ne ho mai indossati o, almeno, non in età adulta, mi sono ritrovata davanti a quella vetrina. Immobile, col vento che sferzava violentemente capelli e idee, ad immaginare inesistenti figurette con le teste ornate da quei colorati copricapo.

E allora teste esili dai capelli ramati, impreziosite da chiari borsalini. Bionde ragazze dalla pelle nivea, rese più audaci da baschetti rossi. Capelli corvini domati da larghe falde color dell’erba.

In quel momento la vita mi stava sussurrando in un orecchio il “sapore” della felicità!

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