È arrivato l’autunno. Si è slegato dall’abbraccio amoroso di un’estate tardiva e si è manifestato in tutta la sua essenza: giornate brumose, sere precoci, cieli rosso fuoco in pendant con l’arancione di foglie scricchiolanti sotto passi veloci.

L’autunno per me coincide con l’inizio della stagione delle tisane: infusi di tè verde aromatizzato alla frutta, bacche di rosa canina, melissa, tiglio, menta e finocchio. Una tazza fumante, una copertina morbida stesa in modo casuale sul divano, io e… loro: i libri!

La lettura, primo e irrinunciabile  amore. Le parole, sempre loro. Sirene ammaliatrici. Culla di pensieri e sentimenti. Amanti, a volte, segrete. Indissolubili compagne di vita.

Il romanzo di cui vi racconto oggi, non è stata una scelta casuale, infatti è stato pubblicato in Italia all’inizio di settembre, ed è particolarmente adatto alla stagione invernale. Se fosse un cibo sarebbe una di quelle zuppe calde che corroborano stomaco e cuore anche in una giornata nevosa.
“La lettrice che partì inseguendo un lieto fine”, è un romanzo d’esordio di una libraia svedese, Katrina Bivald.
La storia è “delicata” e poetica.
È il rapporto con le parole di una ragazza che lavora in una libreria in un piccolo paese della Svezia che intreccia un’amicizia epistolare con una donna anche lei amante dei libri che vive in un minuscolo paese dell’Iowa.
Sara, questo è il nome della ragazza, dopo svariate lettere partirà per gli Stati Uniti, invitata da Amy e da quel momento la sua vita s’intreccerà con quella delle persone del posto.

È un romanzo che trasuda amore per i libri. Con un linguaggio pulito e lineare ci s’identifica in Sara e insieme a lei si vive la sua vita, facendo il tifo per lei.

Si parla d’amore. Amore per le parole, per gli esseri umani, per la vita.

Io conservo un ricordo molto dolce di questo romanzo e non posso fare altro che consigliarvelo!

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