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È sete.
È fame.
È una vertigine.
Ritrovarsi in una stanza con un libro, una matita e una quantità indecifrabile di sogni.
È poesia che si dipana tra strade di terra, d’asfalto o di nuvole.
È nebbia alle 3 del mattino.
È la solitudine che ti mette in contatto con parti di te che erano sepolte sotto coltri di quotidianità.
È una corsa sotto la pioggia in una zona di confine con una voce straniera che ti grida: “Ciao, Italia!”.
È la voglia di cambiare, di scoprire e di ritrovarsi fratelli seduti allo stesso tavolo.
È un treno perso.
Un aereo arrivato troppo tardi che ti ha fatto saltare una coincidenza, ma ti ha permesso di conoscere un nuovo amico.
È la ruvidezza di una brandina dentro una tenda sottile o lo splendore di un broccato di un hotel a 5 stelle.
È la stanchezza che si arrampica fin dentro il cervello e il sonno ristoratore che ti fa sentire in armonia con ogni singola cellula del corpo.
È il viaggio, la parte più bella della mia vita che per pochi istanti mi avvicina all’umana idea di eternità!

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