Velivolo Alitalia, interno notte.
Se dovessi scrivere una sceneggiatura, questa sarebbe l’ambientazione. I protagonisti sarebbero un equipaggio fatto da 3 assistenti di volo, un comandante e un primo ufficiale e 8 passeggeri.
Sì, avete letto bene: 8 passeggeri! Di cui noi due più altri due signori, assegnati a quel volo all’ultimo momento, causa ritardo di un volo precedente!
Il riassunto di questo mio scritto potrebbe essere: tutto cambia per rimanere tutto come prima!
Alitalia una compagnia allo sbando da anni. Salvataggi statali, privatizzazioni, smembramenti, bad company, acquisizioni (l’ultima da parte di Ethiad) ma noi continuiamo a far volare aerei costosissimi vuoti!
Paghiamo interi equipaggi per trattare male il passeggero, che dovrebbe essere una risorsa.
Sali a bordo di una qualsiasi altra compagnia europea (tralascio quelle asiatiche che sono proprio di un altro livello, con un attenzione al cliente pari ad un hotel a 5 stelle) e trovi assistenti di volo gentili che ti accolgono con un sorriso. Sali su un nostro velivolo e trovi una hostess incazzata che starnazza con il primo ufficiale.
Il servizio catering sui voli europei è praticamente inesistente e quel poco che c’è, viene servito da assistenti che dimenticano di distribuire le bevande e non passano nemmeno a ritirare le confezioni vuote prima dell’atterraggio.
Il nostro biglietto da visita all’estero è strappato, sciatto, fatto da persone indolenti.
Anche questa è una metafora della nostra fine.
Italia, addio!

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