Ho ritrovato un biglietto del maggio 1996. Me lo aveva scritto una mia amica nel periodo in cui vivevo lontano da Roma.
Ero tornata nella mia città per una settimana e lei mi aveva chiesto di stare da lei per accudire il gatto ed innaffiare le piante durante un suo viaggio a Londra.
La mattina prima di partire per tornare a casa mia (lei sarebbe tornata la sera tardi), mi è arrivato un suo sms che mi chiedeva di guardare dentro il cassetto dell’armadietto vicino alla porta d’ingresso perché dentro era custodita una cosa per me.
Aprii e trovai una piccola scatola rosa che conteneva una catenina con attaccato un ciondolo a forma di piuma e un biglietto.
Le parole che mi aveva scritto erano così dolci e piene di poesia da riempirmi gli occhi e il cuore di lacrime.
Era la nostalgia della lontananza, l’affetto della conoscenza, la condivisione che non cessava nemmeno durante la lontananza ad animare le parole di quel biglietto.
Un piccolo foglio rosa, tanta dolcezza in pochi centimetri.
Sono passati diciannove anni e quelle parole mi commuovono ancora.
Siamo eterni. I nostri sentimenti lo sono.
Siamo umani, caducamente eterni!

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