A tutti i posti che ho visto.

Alle persone incontrate per caso. Alle ore perse e a quelle ritrovate in angoli nascosti di noiose giornate.

Ai tesori invisibili al senso comune della percezione.

Alla sabbia nelle scarpe dopo una passeggiata ai bordi del mare contro il vento di gennaio.

Alle risate imprevedibili aromatizzate con il primo caffè del mattino.

Ai regali dati e ricevuti.

Ai cuscini di piuma. 

Agli ombrelli persi nei venerdì di pioggia sotto i banchi della Sapienza.

Agli autobus presi di corsa. Ai vagoni di testa dei treni ad alta velocità.

Alle lingue imparate e a quelle dimenticate.

Alla vita, con immensa gratitudine.

C.

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