Sto leggendo poco. Lentamente, a volte, svogliatamente.
Mi sembra di non arrivare mai all’ultima pagina del testo (romanzo o saggio) del momento.
Non credo sia il caldo, sarebbe un alibi fin troppo banale… sono semplicemente io che ne ho meno voglia. Capita, no?!?
Ecco, in questo momento di stanca, non avrei potuto scegliere romanzo peggiore!
Sto leggendo “Qualunque cosa significhi amore” di Guia Soncini più o meno dal 7 agosto: un’eternità!
Fin dalle prime pagine l’ho trovato insopportabile. Un po’ come quelle persone che ti presentano ad una festa e come aprono bocca avresti voglia di scaraventarle giù dalla finestra.
Questo romanzo è come una persona antipatica… e questo è l’intento dell’autrice.
I personaggi vivono nella Milano contemporanea, post Milano da bere.
Sono tutti inseriti in quell’ambiente “in”, fatto di autori televisivi, attrici (ette), registi etc… ma si sentono comunque inadatti alla vita e basano la loro esistenza sulla menzogna. Mentono per essere a posto, per sentirsi “giusti”!
La trama sembra quasi interessante, infatti la quarta di copertina mi aveva attratta, ma il linguaggio è scialbo, prevedibile, da spot pubblicitario. Ironia a buon mercato a tratteggiare caratteri umani insopportabili.
Il romanzo delle bugie svelate. Esistenze di personaggi (e persone) di cui si potrebbe benissimo fare a meno!

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