È facile così.

Ingoi caramelle e resti a guardare lei che balla davanti alla finestra.

È magra. Ossa senza carne. I capelli posticci lungo la schiena. L’ombelico scoperto come un’adolescente. Si muove e ammicca. Danza per te. Ti guarda con la bocca socchiusa, perché sa che non potrebbe fare altro. 

Dipende da te.

Tu.

Insicuro, logorroico, acerrimo nemico di quel viso irregolare che tanto ti ha fatto soffrire.

Lei.

Sola. Incompresa. Prigioniera delle sue nevrosi. Ossessionata da quel corpo magro che tratta come fosse un abito o un paio di scarpe. Una maschera da mostrare al mondo.

È facile.

Il fumo di sigaretta nell’aria trasparente.

La solitudine ha un nuovo nome.

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