Succede all’improvviso, a volte, senza nemmeno un minuscolo segnale di preavviso. Accade e basta.

Un giorno qualunque di pioggia o di sole, si cambia stato e si passa da persona sana a malata.

Un’ecografia, una tac, registrano questo cambiamento. Un medico redige un referto e nero su bianco si delinea un futuro completamente diverso da quella che è stata la nostra vita fino a quel momento.

Sono le sette del mattino e io stanotte ho finito di leggere “Malata di vita” di Rita Fantozzi.

È un libro autobiografico di questa giornalista che all’inizio del 2015 si è ammalata di cancro al pancreas. Uno dei peggiori tumori che possano colpire l’essere umano ed infatti lei dopo una lotta coraggiosa ed estenuante ha lasciato la vita terrena, ma questo è il racconto di una rinascita ed è per questo che, in libreria, mi è quasi saltato tra le braccia.

È la storia di una persona che si fa attraversare dalla vita e vive la malattia come un’occasione per entrare in contatto con se stessa.

Io so.

Io sono malata e ho vissuto parte della mia vita tra i malati.

Io conosco l’odore dell’ospedale. Il pugno allo stomaco di una diagnosi che ti lascia senza forze. Il rumore ovattato delle lacrime che solcano il viso in notti in cui nemmeno le stelle riescono ad addolcire il buio.

Io so.

Questa consapevolezza mi ha portata a “divorare” questo racconto di vita.

Ogni parola è stata un colpo al cuore, un’emozione fortissima. Una condivisione totale.

Un libro che della morte non indossa nemmeno il vestito. Un continuo inno alla gioia anche nella disperazione delle giornate più infauste.

Parole che sanno di sole e di cose buone come l’amore, il cibo, l’amicizia ma soprattutto la curiosità e il coraggio di vivere anche il dolore e nel dolore.

Io non conoscevo questa persona ma sento la necessità di ringraziarla per aver condiviso la sua storia perché le sue parole rimarranno in me come dei semi da cui nasceranno speranza e nuova forza.

Grazie!

C.

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