Vomito, il terrore sale a ondate dallo stomaco. Non cibo, non succhi gastrici, umori digestivi, ma ricordi come mostri dalle bocche enormi e gli occhi sgranati iniettati di sangue.

Il respiro congelato. L’aria che cambia consistenza e non passa più dai polmoni, non arriva al naso come ossigeno ristoratore che colora il sangue di rosso e  nutre i tessuti. 

“Aiuto, aiuto… aiutooo!”

Ma è la voce? “È la mia voce?!?”

Sto morendo. “È così che si muore?!?”

Non vedo nessuno. Sento il vento ma è come se fosse lontano staccato dalla realtà.

Sento del morbido sotto la testa. Il cuore è freddo, batte veloce e fa male. Male come un infarto, male da morire.

Mi tocco il collo. Vorrei strappare quel grumo malevolo che m’impedisce di respirare.

“Miriam?!?”

Mani sulla testa, sulle spalle, sul petto.

Mi tirano su, in piedi. Le gambe s’afflosciano come due sacchi di sabbia mezzi vuoti.

Qualcuno mi stringe a sé,  un braccio sul collo l’altro dietro la schiena.

Mi aiutano a camminare. Contano i passi, accompagnano il respiro.

Una voce riporta la quiete, per oggi il tempo della morte si è fermato e sento di nuovo il mio cuore che batte calmo.

Annunci