Verso la fine di febbraio del 2017 mi è venuta l’ossessione per i profumi fioriti. Ho passato mesi a cercare la rosa perfetta per me, ricerca che mi ha lasciata orfana! Poi sono passata alla tuberosa ed è così che mi sono imbattuta in “3 fleurs”, un profumo di “Parfum d’Empire”, creato nel 2009.

Un nome “primaverile” che mi aveva lasciato intuire un bouquet romantico, quasi virginale.

Appena spruzzato sulla mouillette sono rimasta stordita. Un pugno dritto sul naso! Sto sanguinando?!? No! È solo il profumo!

A leggere la piramide olfattiva si tratta di innocente rosa turca ad aprire le note di testa.

Questa è una rosa potente, irrobustita da galbano e menta.

Il cuore di gelsomino arriva sornione e ti prende al collo. La tuberosa resta sulla pelle come il ricordo umido di un bacio d’amante. L’ultimo, prima che il mattino porti via ogni traccia di un amore clandestino.

È un profumo persistente, sfacciato, forse soffocante.

Uno di quelli senza tempo.

Ottocentesco e contemporaneo.

Si odia con violenza, ma con la stessa intensità lascia dietro di sé una fortissima sensazione di nostalgia, che induce ad indossarlo di nuovo.

Così è successo che quel profumo me lo sono portato a casa e me ne sono innamorata. Non di un amore “semplice”, come di un uomo non bello che all’inizio non è attraente ma riesce ad irretirti, facendo leva sulle note più profonde dell’animo umano.

Un tormento, una mancanza, ma nello stesso tempo una piacevole estasi olfattiva!

“Odi et amo. Quare Id faciam, fortasse requiris.

Nescio, sed fieri sentio et excrucior”

Catullo – carme 85