Interno giorno.

Il tuo viso avvampa. Le guance devono essere bollenti. Gli occhi sfuggono.

Non ti ho mai visto così.

Lei sorride. Le dita sottili, due piccoli anelli sull’anulare sinistro. Braccialetti, tintinnanti, sottilineano il movimento delle braccia.

Uno di fronte all’altra.

Tu, un metro e ottanta di adolescente.

Lei, solo due anni in più, ma donna nel corpo e nello sguardo.

Vi scrutate.

Occhiate sfuggenti.

È la prima volta che v’incontrate. Vi siete parlati, qualche volta. Qualche messaggio su whatsapp, ma niente di più.

Oggi il grande giorno.

Seduti uno al fianco dell’altra.

Battute. È tutto un rincorrersi in punta di parole. Inglese, francese, inglese… italiano buttato dentro un po’ a forza. Parole in romano. Le parolacce… “come si dice?!?”

Una tavolata di Natale, caotica, allegra… che riflette noi. Le nostre vite.

Cibo italiano. Cibo francese.

… On parle

… On parle

… On parle

E giù a ridere.

Con le parole che si accavallano, si mescolano, “s’impicciano”.

Noi. Insieme.

Noi. La nostra forma.

Il dolce.

I regali…

Il salotto pieno di carta colorata,  nastri, scatole vuote.

Noi.

Il caffè.

Voi.

Le chiavi del mio motorino.

Un pomeriggio di Natale a Roma.

Silenzio e salite.

Domani… i ricordi parleranno per voi.