C’è un viavai continuo dalla cucina alla camera da letto.

”Hugeman” con il cucchiaio di legno e il grembiule. Mi pone, a turno, assaggi di bechamel, broccolo romano lesso, salmone… Ok! Va bene. Io assaggio e approvo. Lui torna di là, assembla un tortino e torna con la teglia.

”Right?!?”

”Yeah!”

Poi arriva mio figlio.

“Tu, vieni a tavola, vero?!?”

Poco importa che abbia dolori lancinanti e la dottoressa stamattina mi abbia prescritto antidolorifici e “riposo assoluto”! Mamma si deve alzare.

Poco dopo è il turno di Juliette e la sua trousse. Mi mostra rossetti di almeno dieci sfumature di rosso, di cui io non sono in grado di cogliere la differenza. Ma, a richiesta di consiglio, rispondo che il terzo mi sembra il migliore… maybe!

Mi dispiace di aver rovinato le vacanze a tutti. I programmi erano altri. Si cenerà a casa, poi, almeno la figliolanza, si unirà ad una festa qui sotto.

Sto qui con le fitte al fianco. Roma lontana. Fuori il gelo.

Sento le loro voci, il rumore affaccendato dalla cucina, il “tepore” di questa casa e niente può farmi più paura.

… Che il nuovo anno sia pieno di amore e creatività, per tutti!