Interno sera.

Mi è salita la febbre, perché io sono brava, faccio le cose a regola d’arte e non mi faccio mancare niente.

Tu hai lavorato in call conference tutto il pomeriggio. Si tenta di mantenere il più possibile i contatti.

Io ho dormito a tratti, intontita dalla Tachipirina. Figlio in camera sua a studiare latino per la verifica. Juliette in giro per Roma, che almeno lei si goda queste giornate di pausa.

Mentre dormicchiavo ho sentito sbattere la porta d’ingresso, però non ci ho fatto troppo caso, pensavo fosse Juliette. E mi sono riaddormentata.

Poco fa mi hai portato un vassoio con la cena, una crema di zucca e una piccola porzione di primosale di capra. Dietro il bicchiere dell’acqua, un pacchetto.

”Ma?!?”

”È per te!”

”… non dovevi!”

”Apri… and shut up, babe!”

”ah sì, eh!”

”Apriii!”

(Cazzo, ce lo metto io! Che il senso era quello!)

Scarto il pacchetto e dentro ci trovo un profumo che io indossavo anni fa: “Patchouli blanc” di Reminiscence.

”Grazie, io ho adorato questo profumo, solo che non riuscivo più a trovarlo!”

”Lo so!”

Ti avvicini e mi baci sul viso, sulle labbra, sul collo.

Lo spruzzo nell’aria e le sue note talcate, quasi di pulito, ci avvolgono dolcemente.

Per me questa è la fragranza della tenerezza. Molto più pacato rispetto al suo fratello maggiore “Patchouli”. Qui predominano le note talcate di muschio e sandalo e il patchouli si affaccia, timido, solo nelle note di fondo, lasciando una scia legnosa che non si fa mai prepotente.

Lo associo alla domenica mattina, al momento in cui s’indugia nel letto, lasciandosi accarezzare dai raggi del sole che filtrano dalla finestra socchiusa.

Grazie Hugeman, hai catturato un’emozione e l’hai condivisa con me.

Grazie per non aver paura di mostrare la tenerezza, la debolezza e tutte le sfaccettature del tuo complesso ma meraviglioso carattere umano.

Grazie per aver scelto di camminare accanto a me!

c.m.c.h.