Esterno mattina.

A sorpresa, siamo riusciti ad uscire.

Un bel sabato di sole. Andiamo in centro, facciamo una passeggiata e ci sediamo su un tavolino esterno di un bar, che ci piace parecchio, a bere un latte macchiato ed un caffè.

Passiamo una piacevole mezz’ora a chiacchierare, paghiamo e andiamo via.

Dopo un po’ ti accorgi che non hai più gli occhiali da sole, che avevi tirato su, appoggiandoli sulla testa. Tu sei parecchio miope, esattamente come me. Quando non porti le lenti a contatto, anche gli occhiali da sole sono graduati.

Torniamo indietro, ripercorrendo le stesse strade e gli stessi negozi, alla ricerca dei tuoi occhiali. Dopo aver chiesto in tutti i negozi, torniamo nel bar dove eravamo stati all’inizio del nostro giro.

Tu, con un italiano dalla forma corretta, ma dal forte accento straniero, chiedi se qualcuno ha, per caso, trovato un paio di occhiali da sole. La cameriera risponde di no e ci saluta. Mentre stiamo per uscire dal locale, tu noti un signore seduto su un tavolino vicino alla porta, dalla cui tasca della camicia, spuntano un paio di occhiali da sole, con la montatura blu elettrico.

Ti vedo fermarti di botto.

“What’s happened?”

Ti giri verso di lui. E lo indichi.

Io, per un attimo, mi sento a disagio.

“Those sunglasses… are mine!”

Quello si gira e con strafottenza, “Che voi?”

”Gli occhiali, mi scusi!”

”Gli occhiali, che?”

”Sono i miei!”

”che stai  a di’?”

”Are mine! Sono i miei!”

”… ma vedi d’annattene!”

Cerco d’intervenire io.

”Mi scusi, ma credo siano i suoi. Veramente. Hanno una montatura in metallo blu elettrico ed in più sono graduati. Se gli permettesse di provarli, potrebbe controllare se le lenti corrispondono!”

”A signo’, mo pure lei ce se mette. Lei è italiana, no?!? Me faccia il piacere, veda d’annassene, va’!”

”Sì, sono italiana, ma che c’entra? Perché non può provarli, mi scusi? Sono praticamente identici agli occhiali che ha perso poco fa!”

”Ariadaje! So li mia, lo volete capi’!”

Hugeman si gira verso di me. “Ok, let’s go!”

”Arrivederci!” con le sue erre arrotate e lo sguardo sprezzante.

”… che ti vadano di traverso!” Lo aggiungo io.

Certe volte, mi capita di vergognarmi di essere italiana. Oggi è stata una di quelle!