Interno sera.

Leggo e rileggo. E-mail, parole tue che sanno di te. Aggettivi e avverbi aromatizzati dal tuo modo d’intendere la vita.

Tu sei in volo. Io seguo col dito il ritmo di ciò che hai scritto per me. Capriole d’infinito amore. Passi su sentieri ripidi. Intrecci d’intenti. Noi.

In allegato una cosa di lavoro. Me la stampo e con la penna a più colori vado di note. Sempre fatto così. Io sono “vecchia dentro” per alcune cose. Tu, a volte, peggio di me! La prima Bic multicolore, che ti ho fregato, la conservo ancora. Quella e una sigaretta, ormai con la carta marcia, del 1998! Forse la vita stava già tentando di dirmi qualcosa, anche se io mi ostinavo ad ignorarla!

Le parole scivolano sotto i segni della mia penna. Tu sei qui. Le tue idee sono qui.

Un segno, un pensiero. Amore mio!

Tu stai per arrivare dall’altra parte. Nell’altra vita. Nell’altra casa. Mi giro, sfioro il cuscino, sa ancora di te! Sopra l’ombra lieve delle tue idee. Tu sei qui!