Interno notte.

Ho camminato. Oggi ho camminato. Imbottita di farmaci, contro il destino.  Abbracciata al tempo. Ho camminato!

È notte piena qui da me. Sera lì da te.

Mi hai mandato un file video. Una tua vecchia conferenza. La camicia bianca. Gli occhiali senza montatura. Diversi. Ma sono passati anni (e ormai so che tu li perdi con facilità!), allora ci sentivamo ogni tre o quattro mesi. Eravamo “amici” che non si sono mai allontanati del tutto ma che non sapevano bene cosa fare di loro stessi. Di ciò che, forse, riconoscevano come un sentimento amoroso, senza saperlo maneggiare.

Ti guardo. Parli. Gesticoli. Ti tocchi il naso, poi la schiena. Alzi le mani come per disegnare un cerchio di fronte a te. Ogni parola è enfatizzata da un movimento del corpo. Sei preciso, appassionato. Trascini chi ascolta, lo catturi, lo irretisci. Chi partecipa, non dimenticherà facilmente.

Sei anche questo. Il tuo lavoro. Le tue parole. L’impegno.

Io so il percorso che produce tutto ciò. Ora condivido le notti insonni. Le revisioni continue. La ricerca spasmodica delle “parole giuste”, efficaci, forse “salvifiche”.

Ora io so di te. Tanto.

Ora so e ti amo, ogni giorno di più. Se possibile.

C.