Interno mattina.

Sono già andati via tutti. Fuori è ancora nuvoloso. Gli uccellini cantano. I pappagalli si rincorrono tra gli alberi (sì, questa zona è invasa!). La temperatura, nonostante tutto, almeno è mite. Aria umida e fresca entra dalla porta del balcone aperta.

La quiete.

Cereali e yogurt greco in una ciotolina. Tè Assam con un goccio di latte. La mia colazione, in attesa di prendere la seconda tranche di farmaci del mattino.

Mi piacciono questi momenti.

Tempo mio. In cui i pensieri vagano liberi. Mi sembra quasi di poterne saggiare la consistenza. Li vedo materializzarsi nella stanza. Volare liberi tra una parete e l’altra. Scrollarsi di dosso la densità della notte appena trascorsa. La vischiosa essenza dei sogni.

Osservo la luce del giorno nato da poco. La faccio mia. Mi lascio attraversare dall’energia buona degli esordi. Mi faccio sedurre dalla forma di una nuvola, dalla fragranza del mio tè. Il mio sguardo si posa, leggero, su una candela, su un libro, su una parte infinitesimale della mia realtà ed io mi sento viva. Tanto basta.

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