Interno sera.

L’odore della carne sulla griglia è rimasto come un alone trasparente per tutta casa. Accendo la Lampe Berger per cercare di contrastarlo con la fragranza di mimosa.

Tu sei nello studio. La lampada accesa. La scrivania invasa di fogli. Le mani veloci sul pc. Ti vedo le spalle. La felpa grigia. I capelli ricci, lucenti, sotto il riflesso della luce.

Mi avvicino. Tu mi senti arrivare. “Hey babe, come here! I’m done!” Chiudi il computer, ti alzi e mi stringi tra le braccia.

Adoro sentirmi stretta a te. Il tuo corpo contro il mio. Il tepore delle tue braccia. Rimaniamo così per qualche minuto. In silenzio. Poi tu mi guardi, “Stai meglio, amoRe, mio?” Oggi e stata una giornata pesante, i dolori non mi hanno dato tregua. Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato che non ce l’avrei fatta!

Ti guardo anch’io con dolcezza. “Sì, ora va meglio. Vicino a te, mi sento più forte anche fisicamente!”

“Petite puce, io ci sono! Lo so che oggi è stata dura, ma non c’è stato un momento in cui io non ti abbia pensata. Ti amo!”

Sento delle fitte di dolore. Mi vengono quasi le lacrime.

Tu mi prendi il viso tra le mani.

“Andrà tutto bene, amoRe mio!”

I miei occhi nei tuoi.

Stretta a te, sento il tuo cuore battere. Mi sembra che ogni battito sia il mio.