Interno, ora di pranzo.

Una rosa, rosa. Un biglietto.

Tu.

Da lontano.

La stanchezza cucita in modo discreto sul bordo delle tue mani. Un sorriso pieno, denti bianchi. Perfetti. La tua parte “americana”. Gli occhi nei miei. Un messaggio per me. Ora di pranzo, qui. Tu sei a Boston. È così che funziona. La nostra vita nomade. Stai per ripartire. Ora casa per te, è qui. Roma. Tra le mie braccia. Con noi!

Il sole si è fatto feroce. Scalda strade. Piante. Cuori.

Ti guardo.

Il piatto sul tavolo. Bresaola e fagiolini.

“Mangia!”

“… È un ordine?!?”

Mi guardi, diretto.

“… In realtà, lo è! Mangia, petite puce. Trova tutta la forza nel cibo!”

Un boccone, invisibile, ha appena raggiunto stomaco e cuore.

“Ti amo!”

“Arrivo… poi di nuovo giorni nostri!”

“Lo so!”

Occhi negli occhi. Il nostro nutrimento. Cellule impazzite si spaventano e vanno a nascondersi nell’angolo più buio del mio corpo.