Interno notte.

Uniti senza sonno. Ci giriamo nel letto. Mani contro mani. Corpi, i nostri.

Un linguaggio senza possibili traduzioni.

“Petite puce, viens!”

La tua mano mi prende e mi porta su.

Andiamo fuori.

Ti siedi, mi fai cenno di mettermi sulle tue ginocchia.

Piccoli baci di te. Sul collo. Sulla schiena. Sul cuore.

Mi giro.

Un bacio. Morbido. Caldo più dell’aria esterna.

Ci guardiamo.

Un sorriso.

Mi tocchi il viso. I capelli. Mi guardi ancora e ancora.

Poi prendi le sigarette che avevi portato fuori.

Ne estrai una. L’accendi piano. Ti giri per mandare la prima boccata di fumo lontano dal mio viso. Poi di nuovo verso di me. La tua bocca sulla mia. Nella mia. Un bacio carico di ogni desiderio, del sapore remoto di ogni aspettativa. Un bacio dal sapore proibito di nicotina, un piccolo veleno che diventa nutrimento. Il nostro.