Quanta umanità persa. Dissolta. Sparita. Fagocitata da cattive intenzioni.

La notte. Le ore del buio. I sogni interrotti da un’insonnia subdola, substrato di malattia e dolore di pura anima.

Illusione. Il cambiamento. La trasformazione. Impermeabile ad ogni stimolo esterno ad ogni imprevedibile reazione, corpo e anima se ne stanno staccati. Non comunicano. Non sentono. Un disegno su un foglio bianco. Mero esercizio di stile. Esperienza che si cristallizza senza produrre energia vitale.

Il mostro non ha quasi mai sembianze paurose. Sorride. Adula. Irretisce. Il ghigno compare solo per pochi attimi, talvolta mistificato da un raggio di sole o da un infinitesimale momento di piacere.

Intanto passano i giorni. In alcune vite, gli anni. E tu, che tanto hai amato, investito, permesso a te stessa di rischiare, rimani incredula a chiederti perché. Senza che la vita possa fornire alcuna risposta sufficiente a modificare almeno una parte di questo insopportabile dolore.