Ogni abbandono è un po’ morire perché insieme a chi se ne va lasciamo andare anche una parte di noi. Quella della condivisione, del cambiamento che ogni storia d’amore agisce in noi.

È una perdita e come tale comporta il lutto.

Adesso è il mio momento della sofferenza.

Mi manca ma sono anche, ferocemente, arrabbiata.

È una persona narcisista, viziata, incostante. Crede di amare a mille, in realtà, rimane preda di passioni temporanee. Irretisce, conquista coi suoi gesti plateali. Spinge tutto agli estremi. Poi si stufa e ricomincia da capo. Tutta una vita così.

La nostra era una partita iniziata ventuno anni fa.

È tornato indietro a riprendermi. Io ero fuggita allora. Ero salita su un aereo con il vomito in gola per tornare dall’uomo che mi aspettava in Italia.

Lui non ha dimenticato che l’avevo abbandonato.

Vent’anni. Tanto è bastato per cadere di nuovo nella sua trappola.

Oggi sono libera, eppure il cuore mi fa ancora molto, molto male.