Interno mattina.

Fuori uggioso che agosto, certe volte, si annoia.

Io ancora a letto. Reggiseno e calzoncini. Peter Frampton si sgola dal mio iPhone. Pensieri sparsi tra la pancia, la testa e l’anima.

Un caffè ancora caldo, qui vicino a me,

Tutti dormono.

È rimasto anche Fabio, solo che lui è uscito alle sette e venti ed io ancora ero nelle braccia dell’amico Morfeo.

Oggi un po’ così, corpo in Italia, testa in vacanza.

X giorno senza “H”. Non so come sto. Siamo stati una coppia. Strana. Unita. Incasinata. Pur sempre una coppia.

Ogni tanto sento che mi pensa. Lo so.

Ogni tanto lo penso.

Guardo gli occhi di Juliette e mi arriva un colpo dritto al cuore. Quegli occhi li ho avuti dentro i miei per un sacco di tempo. E con lo sguardo tornano odori, frammenti di immagini, sensazioni, il calore della pelle.

C’è ancora nostalgia. Come potrebbe essere diverso?!?

Io umana. Carne. Ossa. Sentimenti.

Impossibile cancellare tutto. E la rabbia non è funzionale, fa stare male. Inutilmente male.

Mi alzo e, con una matita invisibile, ridisegno parte dei miei confini. Mi ricompatto, mi amo. In modo che il pensiero di te non possa più nuocere e rimanga solo lo spazio per i ricordi migliori.

C.