Interno pomeriggio.

Eravamo qui. Noi pure allora. Giugno 1998, quella che si può definire una “coppia clandestina”, per ciò che può significare a poco più di vent’anni.

Eravamo scesi con la moto di Xavier, Parigi/Nizza senza fermarsi. Una sacca, due teli da mare, due magliette e poco più. Una pausa. Una fuga. Sole. Mare. Amore. Ho fatto la rima scontata eppure noi, allora, eravamo tutto fuorché banali.

Ci siamo amati. Tanto. Ovunque. Abbiamo riso e condiviso tutto. Vivevamo senza freni, facendo tutto quello che ci passava per la testa.

Abbiamo dormito nudi e abbracciati in una topaia dalle parti di Place Massena.

Ci siamo svegliati prima che sorgesse il sole, sesso, una canna, chiacchiere e risate. Eravamo noi. Semplicemente. Due giovani dottorandi pieni di sogni con due vite che sarebbero tornate divise dall’oceano.

Oggi, sotto il sole davanti al mare, per un attimo ti ho pensato e mi si è fermato il cuore. È stato solo un momento, poi ho ricominciato a vivere.

C.