Interno notte.

Vorace il vuoto entra dalla luce rosata che attraversa la finestra.

Il buio.

La nostalgia. Il dolore della lontananza che è un non ritorno. Lo staccarsi dai ricordi, dal vissuto, dai progetti piccoli e grandi. È dolore perché gli ultimi mesi sono stati abbandono e bugie. Sofferenza senza tregua e se ci ripenso colgo segnali dissonanti fin dall’inizio. Eppure tutto quello stordimento d’amore serviva a “coprire”, a portare a sé.

Vorrei solo stare meglio.

Costruire. Aspettare che buone intenzioni e speranza germoglino dentro di me.

Non dimenticare ma “guarire”, affinché la prossima volta io metta me stessa davanti a tutto e accetti finalmente di volermi bene. Appieno.