Interno pomeriggio.

Sul corpo visibili. Nell’anima invisibili. I segni delle terapie mattutine.

Pochi passi tra l’ospedale e casa, il mio personale calvario. Senza stazioni ma con il respiro che abbandona i polmoni e il sudore che “sporca” la fronte.

Il letto, un po’ culla, un po’ nemico.

Riposo.

Fuori, fortunatamente, ancora caldo che il sole è la mia forza, da sempre.

Quando sono triste oppure ho un problema, io esco e mitigo la sofferenza.

Il letto.

Fuori il sole.

Pelle lievemente abbronzata.

Io.

Oggi ti penso ancora.

Ti penso. Io donna resiliente, ancora con una “sciocca” dolcezza nel cuore. Perché tanto ti ho amato e l’amore non si cancella  con un colpo di dolore.

Ti penso ma tu nemmeno un messaggio per chiedere come sto.

Ti penso ma piano, piano, sto allenandomi a “lasciarti andare” con la speranza che non faccia più male.