Inverno. Giornata buia… non fredda ma umida.
Mi rifugio in una libreria. Scaffali di legno… pavimenti scricchiolanti… libri accatastati ovunque.

Il libraio è un signore anziano che poco si cura della forma e bada alla sostanza. Piccoli nugoli di polvere si alzano ai lati delle strette scale di legno anch’esse.
Mi siedo per terra in un angolo dell’angusto ballatoio che sovrasta la sala principale.
Un libro di Flaubert tra le mani. Le parole si adagiano tra la bocca e l’anima… malandrine, sornione, accattivanti. Un odore di carta dolciastro, lievemente pungente, mescolato

a quello del legno e della cera, raggiunge a tradimento il mio naso, ogni volta che sfoglio una pagina.

Ecco… se dovessi descrivere “Whispers in the library” di Maison Margiela… sarebbero queste le sensazioni che evocherei. Uno skin-scent che parla di emozioni crepuscolari, giornate d’autunno seduta a terra con le gambe incrociate e un vecchio libro tra le mani…

Suggestione, appena accennata, di meraviglia e dolci, infinitesimali, attimi di felicità.