Dom rosa – Liquides imaginaires

Caldo agosto, vorresti conquistarmi?!? Canicola, memoria di antichi astri, pelle bruciata e stanca.

Mi giro e mi rigiro. Senza trovar sollievo. È notte. La finestra spalancata. Aria immobile. Bollente.

Ho in mente la suggestione di un odore.

Mi alzo.

Frugo nella scatola che contiene i miei samples di profumi. Preziose, minuscole fiale. Alchimia segreta di un amore. Incessante, ancestrale, indomito.

Tiro fuori una scatolina nera. Caratteri bianchi. Piccolo parallelepipedo tra le mie mani.
Estraggo il campione ne spruzzo in abbondanza sui polsi, sul collo, tra i capelli, sul bordo della canotta sottile.

Ah! Quale refrigerio nelle ore di questa notte insopportabile.

Champagne che pare essere ghiaccio sulla pelle. Frizzante, insolente, dissetante. Pomelo. Zeste un po’ amara eppure piacevole e poi lei… La Rosa. Sua maestà che si adagia placida senza essere opulenta. Non infastidisce, non toglie freschezza anzi calma corpo e anima.

Sul fondo i miei amati sentori legnosi. Sandalo, legno di guaiaco.

E la notte si fa più dolce, il caldo più sopportabile.

Cedo al sonno.

Sicuramente saranno sogni di aromatica serenità quelli che mi accompagneranno verso il mattino.

Prosit!

Ghiaccio e cristallo

passione disegnata

sul bordo giallo

di aromatiche storie.

Roteano dita e calici,

brindisi di beatitudini,

antiche emozioni

da raccontare in silenzio

accanto a finestre spalancate

e mani che frugano curiose.

 

Poi…

Era possibile

tutto coinvolto

eppure invisibile.

Un mano, un piede,

corporee esigenze

artefatti motivi

di blande passioni.

Era

tutto

possibile.

La mano attorcigliò

un ciuffo di capelli

e gli occhi si chiusero

attraversati da un

sonno dolcemente pesante.

If…

Se un’idea non basta

le mani frenetiche

iniziano a spostare

montagne di propositi,

depressioni di languore,

laghi di inquietudine.

Se un momento non basta,

il tempo si tende

tra due palmi un po’ ruvidi

e il cielo si fa più chiaro.

Se nemmeno una vita basta,

chiudi gli occhi lentamente

e placida immortale anima

salva intenti e presente.

Afa

Uscire con la borsa
appesa al braccio,
le scarpe sbagliate,
le maniche arrotolate.
Afoso pomeriggio
e il corpo vorrebbe
liberarsi da
pietre, storie, passato.
La pelle scoperta
sollievo e tormento.
La mente vaga
l’anima conosce la strada.
Smarrirsi l’unica
soluzione possibile.
Sconosciuta la forma
di nuove possibilità.

Music for a while

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C’è stato un momento in cui questo profumo non l’ho proprio sopportato. Mi dava fastidio. Era come se rimanesse sospeso sotto le narici. Un chiodo piantato lì, impossibile da eliminare. Persistente ma in un modo anomalo, invadente, noioso.

Poi è arrivata questa strana estate. Di distanziamento sociale, mascherine e gel antisettici. Dei cuori ancora un po’ impauriti e del caldo che sembrava facesse fatica ad affermarsi e, in un pomeriggio d’inizio luglio, ho deciso che avrei indossato di nuovo “Music for a while” di Fréderic Malle. E… le cose sono cambiate. Questa fragranza mi è diventata amica. Una carezza sulla pelle. Un alone confortevole.

Lavanda, ananas, geranio, una punta di anice su una coda di poco terroso patchouli.
È sensuale senza essere invadente. Un accenno di calore come se la pelle fosse appena stata sotto il sole. Una stanza in un pomeriggio d’estate, una poltrona rivestita in cotone pesante, un vaso di lavanda su un tavolino.

La calma senza essere banale. Quel momento particolare che precede il desiderio. Evoca mani che scivolano sulla pelle. Aria appena tiepida e piccoli attimi di… felicità.