Specchio

Imparò che

il pensarlo era,

ogni volta, un po’

dover morire.

Sciolse l’attesa

e si liberò

candida dal

dolore umano.

Allo specchio ritrovò

la forma del suo viso.

Nessuno poté

accorgersi di niente.

Bocca e cuore

erano finalmente in salvo.

Sospesi

Speranza, magia

dipinta sul palmo di

mano umida di sogni.

Il vetro nudo, racconta

storie di minuscole vite.

Rosso sulla punta di un

albero infreddolito.

Tremano foglie ed ossa,

il tempo scende sulle spalle,

tiepida coperta di sole.

Lento, il buio danza,

briciole di luce bianca,

restano immobili sulla

tavola ancora apparecchiata.

Attesa riempie polmoni,

timide bocche, morbide braccia,

di verde, brillante, felicità.

Una scatola di verità

Pochi minuti in cui il sole

torna giallo, accarezza piano

dita intinte nella paura.

Tempo come un cappotto

diventato troppo piccolo.

Abitudine dolorosa sulla

spalliera di una sedia rotta.

La pelle si nutre di nuovo,

il rosa si riempie di giallo,

fino a splendere nuda

davanti alla finestra aperta.

Una bugia blu, chiusa nell’armadio,

ai piedi tacchi e sottili verità.

Strada e cielo abbracciati,

grigio e azzurro senza vergogna.

Luce dipinge di bianco

mattoni, selciati, nuvole,

scorci di anima e corpo.

Tempo. Scorre. Fluido.

È facile la RE-AL-TÀ.