Infinito

Interno sera.

Abat-jour accese. Un tè aromatizzato alla mela su un piattino al mio fianco.

Dolore che rapisce i sensi. Il cervello reagisce trovando rifugio in uno spazio atemporale, ovattato.

Le tue mani sulle mie tempie.

Poche gocce di olio di vinaccioli, aromatizzato con mirra, patchouli, incenso, sui tuoi polpastrelli.

Tocchi leggeri, appena percettibili.

Circoli minuscoli, infiniti d’amore.

Lente le mani scendono sul collo.

Gola.

Sul fianco.

Lì dove il dolore devasta prepotente e rapisce ogni precostituita forza della ragione.

Le mani si fanno bonarie, indulgenti. Dialogano mute con il dolore. Lo assecondano, lente lo ammansiscono. In una danza senza passi apparenti.

Un sussurro.

Rimane una piccola luce.

”Tu dors, petite puce”

… E che questa notte, dopo non so più quanto, il sonno mi arrivi in dono.

 

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Choix

Amertume aujourd hui,

resto ad ascoltare

tristezze di antichi

sedimenti fisici.

Veleni involontari

che stringono attitudini,

umiliano lampi gioiosi.

Resto,

caparbiamente impossibile

ogni altra umana scelta.

 

Bonne nuit

Interno sera.

“Wednesday morning atonement” Curtis Harding.

Un pezzettino di cioccolato belga, all’85% di cacao, si scioglie lentamente in bocca.

Fave di cacao macinate finemente, il grasso indulgente e saporito solletica il palato.

Sapore ed immagini.

Cioccolato e un’ombra di zucchero che avvolge aromi freschi e fioriti. Reminiscenze di primavere tardive di posti lontani.

Piccoli attimi.

In silenzio.

Lo spazio, morbido, di neonate rivelazioni.

Buona, mi godo ciò che è qui.

Qualcuno pensi pure a chiamarla felicità.

Buona notte!

on attende…

Interno pomeriggio.

“Brutalisme” Flavien Berger.

Attendiamo la pioggia in silenzio.

Il “Corriere” aperto sul letto. Articoli sulla Brexit (fallimento annunciato e frontale!)

Tu che leggi in italiano. La tua voce, nelle mie orecchie, è uno stato mentale.

Ti fermi, mi chiedi. Usi il vocabolario del telefono.

Scambiamo opinioni.

Lentamente, con attenzione, tessiamo trame di realtà.

Dubbi.

Parole.

Dubbi.

Andiamo giù per capire, riaffioriamo per trovare punti d’incontro e riflessione.

Senza giudizio.

Menti che si lasciano coinvolgere. Corrono il rischio.

Coraggio di lasciarsi destabilizzare.

Elasticamente viviamo.

Malleabili amiamo.

Noi!